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«Il Knowledge Management è costruzione, rinnovamento e applicazione, sistematici, espliciti e deliberati, della conoscenza per massimizzare l’efficacia legata alla conoscenza di un’impresa e il rendimento del suo patrimonio conoscitivo»
Karl Wiig (1993)
 
Le parole chiave utilizzate da Karl Wiig nella sua definizione di Knowledge Management sono molte e ricche di spunti. Utili soprattutto a cogliere la centralità dello strumento informatico nell’implementazione di un sistema di Knowledge Management. La prima nozione di gestione della conoscenza è già rintracciabile come argomento centrale di molte scuole filosofiche greche e orientali fin dal XIV secolo avanti Cristo. Tuttavia, il termine Knowledge Management è sempre più ricorrente in diversi ambiti: dagli studi filosofici al mondo informatico. L’esigenza di un sistema di KM cresce in maniera direttamente proporzionale all’aumento di dati disponibili. Analogamente, la mole dei dati disponibili cresce con l’evoluzione dei mezzi di archiviazione e riproduzione. Emerge dalla definizione di Wiig che il primo ambito di applicazione odierno di un sistema di Knowledge Management, in relazione agli strumenti disponibili derivati dalla rivoluzione digitale, è la gestione integrata dei processi aziendali, alla base della condivisione del patrimonio conoscitivo.
 
Quali indicatori dimostrano il rendimento del patrimonio conoscitivo? Per noi che abbiamo realizzato la piattaforma informatica KRC di gestione del Rischio e delle Conoscenze e della Compliance, gli indicatori sono, ad esempio: la percentuale di compilazione delle informazioni per l’analisi di valutazione dei rischi, l’utilizzo di modelli dati condivisi, il livello di coinvolgimento al processo approvativo.

Costruzione: è il ponte tra realtà concreta e realtà digitale, liquida. Evoca l’esigenza di una conoscenza ingegneristica, ed è per questo emblema di impresa, di organizzazione che necessita un’attenta gestione della conoscenza (Knowledge) e della metodologia (Know-how). L’ingegnerizzazione dei processi consente la Costruzione di un Sistema conoscitivo, basato sull’innovazione dei mezzi di produzione, finalizzato all’efficientamento delle conoscenze aziendali e supportato da un sistema linguistico (User Interface) intuitivo e improntato al riconoscimento (Acknowledgement) del dato.

Rinnovamento, applicazione e sistema: tutte queste parole, nel tempo, sono diventate proprie di un lessico informatico; il rinnovamento è sempre più legato ad aspetti di rivoluzione digitale, la quale necessita di un rinnovamento dei mezzi. Gli stessi termini Applicazione e Sistema hanno visto il primato dell’accezione informatica appropriarsi del loro valore lessicale; inoltre, sono termini in comunicazione fra loro. Applicazione (programma, software, piattaforma) e Sistema (sistema operativo, firmware) sono due fra le più utilizzate interfacce di dialogo tra uomo e macchina. Si tratta di un dialogo universale (rivolto alla totalità della popolazione), intuitivo e sempre più diffuso nell’arco della quotidianità.


Esplicitezza e deliberazione: sono termini che afferiscono al lessico della legalità e della normativa. Anch’esso è un lessico strettamente correlato alla nozione di Knowledge Management. La conoscenza delle norme e delle leggi è necessaria al fine di raggiungere uno stato di Compliance (Conformità Normativa); il supporto alla conoscenza normativa è quindi un supporto all’efficientamento e alla continuità operativa. Dato e norma/legge condividono la stessa esigenza di esplicitezza: il dato necessita di essere facilmente letto, compreso e spiegato al fine di una sua ricapitalizzazione. Analogamente, le leggi sono oggetto di revisione continua, finalizzata alla semplificazione.

Lo strumento informatico, capace di condividere i processi decisionali aziendali, diventa oggi lo strumento capace di sintetizzare e unire l’operatività aziendale e le attività di Knowledge Management: un contesto lavorativo incentrato sullo smart working, come quello che stiamo vivendo in questi giorni, diventa quindi, non solo una grande opportunità di aggiornamento tecnologico, ma anche una possibilità di adeguamento dei sistemi conoscitivi e decisionali, necessari a garantire l’operatività aziendale.

Lo sviluppo ultradecennale della piattaforma KRC – Solution, di KEISDATA ha portato la realizzazione di una struttura informatica modulare e integrata di Knowledge, Risk e Compliance Management. Basata sull’ingegnerizzazione dei processi rappresentati secondo una logica di flusso, la piattaforma KRC consente una gestione procedurale e documentale per ogni area tematica aziendale: i sistemi di gestione sono ingegnerizzati secondo lo standard ISO 31000 Risk Management.